Le regole del Sanda

Vi presentiamo le regole del Sanda, l'arte marziale cinese praticata in Champion Training.

Se hai deciso di avvicinarti al mondo del Sanda, stai facendo la cosa giusta, per il tuo corpo e per la tua mente. L’arte marziale del Sanda, praticata all’interno della palestra Champion Training di Sora, è un’arte marziale di origine cinese, chiamata anche Boxe cinese. Significa letteralmente spargere i colpi. 

L’identità sportiva del Sanda, si avvicina molto a quella della Kickboxing o del Muay Thai, mantenendo tutti gli aspetti tecnici del Kung-fu.

Il Sanda è una disciplina che si esprime in modo totalmente libero, utilizzando tutti gli strumenti combattivi come: tecniche di gambe, braccia, prese, proiezioni e spostamenti, ma segue delle regole ben precise per i combattimenti e/o competizioni.

Nella nostra palestra pratichiamo 2 versioni di Sanda. Il Sanda Pro che attualmente è praticato solo dal nostro maestro Alessandro Iafrate che fa parte della Nazionale Italiana di Sanda e il Sanda Light, praticato invece da tutti gli atleti. In entrambe le discipline sono state escluse le forme codificate e troviamo invece allenamenti specifici con esercizi e tecniche combattive indirizzate al mero combattimento. 

Cosa cambia dal Sanda Pro al Sanda Light?

Abbiamo spiegato nel capitolo precedente che nella nostra palestra Champion Training di Sora, pratichiamo il Sanda Pro e il Sanda Light, ma cosa cambia da queste due categorie? Beh, la risposta è semplice, anche se gli allenamenti sono molto simili, nel Sanda Pro ci sono molte meno protezioni, niente più corpetto e paratibie, niente conchiglia e soprattutto si può vincere per K.O.

Nel Sanda Light invece è vietato il K.O. e si privilegia la tecnica combattiva e la strategia dell’atleta, anche se le tecniche di combattimento delle due discipline sono simili, nella versione light, si combatte con una potenza più moderata, più leggera e con tutte le protezioni.

Entrambe le discipline si combattono su un ring o pedana, spesso rialzata con il nome di Lei Tai, dove i due lottatori si affrontano utilizzando tecniche e strategie di combattimento. La regola principale è restare all’interno della pedana rialzata, ovviamente chi cade fuori dal Lei Tai (oggi 2 volte) viene sconfitto.

In passato (ma ancora oggi in alcune competizioni Cinesi) il Lei Tai veniva fatto galleggiare sull’acqua e se il lottatore veniva sbalzato fuori dalla pedana, doveva salvarsi la vita anche dall’acqua. In passato la sconfitta avveniva solo per: morte, K.O., caduta fuori dal Lei Tai o per resa dell’atleta.

Le regole del Sanda

Come già anticipato nel capitolo precedente, i combattimenti di Sanda, vengono svolti all’interno del Lei Tai, una pedana spesso rialzata di 60 cm e lunga circa 7 x 7m. Gli atleti devono vestire con pantaloncini corti e maglietta (della palestra) o smanicata.

Gli atleti vengono divisi per sesso e per categoria di peso e età. La categoria massima è +90Kg La categoria minima è Panda Fight (bambini).

Negli incontri sono vietati attacchi di gomito, ginocchio, tecniche di soffocamento e tecniche di leve articolari.

Sono invece consentiti tutti gli attacchi con pugni, calci, proiezioni e atterramenti. Inoltre è possibile spingere l’avversario fuori dal Lei Tai, senza rimanere legati corpo a corpo più di 3 secondi. La durata degli incontri è di 2 minuti intervallati da un minuto di pausa. Ci si sfida per il meglio di 3, significa che se un lottatore vince 2 incontri, non si farà il terzo round. Se invece i primi due Round vengono vinti prima da uno e poi dall’altro lottatore, solo il terzo round svelerà il vincitore.

Gli arbitri nel Sanda

Sono gli arbitri a declamare il vincitore. Durante i combattimenti di Sanda infatti ci sono diversi arbitri.

L’arbitro principale che è sulla pedana insieme ai lottatori che ha il compito di fermare o avviare gli atleti, contare i secondi di pausa, di attesa o di legatura, giudicare la validità di un colpo, di una proiezione o un atterramento e stabilire il vincitore del round.

Gli arbitri laterali che sono posti agli angoli, possono variare da 2 a 4 e hanno il compito di segnare i punti. Ogni arbitro ha in mano 2 conta punti, uno per ogni atleta, ogni volta che nota un colpo valido, segna il punto per l’atleta che lo ha effettuato. Le proiezioni valgono più punti, i calci e i pugni meno. Al termine dell’incontro a seconda dei punti che hanno totalizzato gli atleti, alzeranno una paletta colora Blu o Rossa e declameranno secondo loro il vincitore del round. La somma dei loro punteggi dirà all’arbitro principale il vincitore del Round.

Oltre agli arbitri laterali e all’arbitro centrale, normalmente ci sono anche i giudici di gara che posti seduti su un tavolino al bordo del ring o Lei Tai, seguono l’incontro, segnano i punteggi, chiamano i lottatori e verificano che il combattimento proceda secondo il regolamento ufficiale. Se necessario i giudici di gara possono ammonire attraverso l’arbitro un lottatore per scorrettezza. Dopo due ammonimenti, il lottatore viene eliminato.

Le protezioni del Sanda

Le protezioni durante un combattimento di Light Sanda sono importanti ed essenziali, senza le protezioni adeguate, l’arbitro può decidere di non far combattere il lottatore.

Ecco tutte le protezioni essenziali ed indispensabile per il tuo combattimento di Light Sanda:

  • Caschetto senza grata
  • Paradenti Personale
  • Corpetto protettivo (Blu, Rosso)
  • Guantoni 10 OZ
  • Para genitali o conchiglia
  • Para tibie

Se hai deciso di intraprendere il percorso nella nostra accademia di Sanda, avrai tempo per imparare le regole e comprare le attrezzature, dovrai allenare prima di tutto il tuo corpo e la tua mente, prepararti psicologicamente a lezioni dure, con tanto allenamento fisico e prove pratiche, ma soprattutto preparati ad entrare a far parte di una grande famiglia in cui si rispetta la palestra, il maestro, il compagno di squadra e l’avversario.